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I motori pay per click
(estratto dal capitolo)
Da
quando la popolarità dei motori "pay per click", guidati
dal successo di Overture, è andata crescendo, è nata una
vera e propria questione etica: è giusto pagare per comparire in
testa alle loro risposte? I motori di ricerca non dovrebbero essere "imparziali",
fornire cioè in primis i risultati che i loro algoritmi indicano
come i più rilevanti, invece che farsi condizionare dai soldi?
Sin dalla metà degli anni '90, quando negli Stati Uniti sono nati
i primi Web search engine, i motori di ricerca hanno accompagnato i navigatori
nel Mare Magnum che Internet rappresenta, miliardi di pagine sui più
svariati argomenti, una immane mole di dati impossibile da catalogare
nella sua completezza, non fosse altro perché ogni giorno sono
milioni le pagine web che nascono, cambiano o vengono cancellate.
I motori di ricerca e le directory (i primi forniscono le risposte basandosi
sull'importanza assegnata alle pagine indicizzate dagli spider, i software
che scandagliano la Rete alla ricerca di contenuti, testuali e non, da
appositi algoritmi; le directory sono invece "cataloghi" di
siti, recensiti ed ordinati per argomento da persone) hanno sempre rappresentato
quindi, tanto per i navigatori esperti quanto per i net surfer alle prime
armi, un'importante punto di riferimento; la qualità (o, meglio,
la rilevanza) dei risultati offerti ne ha decretato il successo: è
stato il caso di Altavista fino alla fine dello scorso secolo, superato
poi da Google, giudicato il miglior motore di questo inizio di terzo millennio
grazie a un sapiente mix di criteri utilizzati per fornire sempre le risposte
più rilevanti, e insidiato da nuovi progetti come Teoma o WiseNut,
per citarne alcuni.
Ma anche le tecnologie più potenti sembrano non riuscire a fare
breccia nel cosiddetto "deep web", ovvero i contenuti presenti
su Internet ma difficili da trovare per gli spider in quanto "nascosti"
in database o in pagine non facilmente indicizzabili. Nel tentativo di
ovviare a questa situazione, stanno conoscendo grande fortuna i servizi
di search engine positioning, che tuttavia non possono fornire a priori
la garanzia di riuscita nell'intento, non essendo un lavoro realizzato
in stretta collaborazione con i motori; e i servizi di pay per rank, nati
con l'obiettivo di offrire direttamente alle aziende la possibilità
di comparire in testa - pagando una fee o a click - indipendentemente
dalla search engine friendlyness del sito.
Il resto è storia attuale: molti search engine e directory, alla
ricerca di nuove fonti di revenue alternative all'online advertising classico,
si adattano ad ospitare i risultati a pagamento di Overture e di altri
motori ppc, o si organizzano loro stessi per proporre soluzioni a pagamento
(dal pay per index, si paga solo per essere indicizzati, senza garanzia
di posizionamento, al pay per rank).
Ma non è tutto rose e fiori: dallo scetticismo dei navigatori per
i motori che offrono risposte a pagamento alla denuncia di pubblicità
occulta che Commercial Alert ha fatto alla Federal Trade Commission americana
nei confronti di 8 motori di ricerca, il settore è ancora alla
ricerca di una propria fisionomia; molti player stanno nascendo
e
molti sono destinati a scomparire.
[continua]
L'indice
completo del capitolo
- i motori pay per click
- cosa sono e come funzionano
- i player del settore
(le schede, il funzionamento, software se consigli utili per avviare campagne
pay per click su Overture, Google, Espotting, Findwhat, Kanoodle, Ah-ha,
Lycos.com, Sprinks e molti altri)
- il pay per rank e la "benedizione" di Jupiter
- possibili scenari futuri per i motori ppc
- domande e risposte sui motori ppc
- riepilogando

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Il libro
- L'indice
- La prefazione
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- Motori pay per click
- Analisi dei risultati
- Scheda riassuntiva
L'autore
- Marco Loguercio
- perchè
un libro
- grazie a...
L'editore
- Hops Libri
Risorse utili
- Link
Le nuove
vie del marketing digitale
ISBN 88-8378-044-2
400 Pagine, 19,90 €


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